Associazione degli Storici Europei

L’Associazione degli Storici Europei fu un’assise internazionale di storiche e storici nata nel 1983 con l’intento di conferire nuova linfa alla riflessione storiografica nella fase in cui la Comunità europea si imponeva nel dibattito pubblico. Armando Saitta, presidente dell’Associazione e dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea, ne stabilì all’Istituto la sede legale e ne accolse il bollettino all’interno di «Critica storica», rivista inserita nelle iniziative editoriali dell’Istituto. L’Associazione fu promossa da studiosi italiani come Barone, Boscolo, De Rosa, Sartori, oltre allo stesso Saitta, la cui inquietudine per la crisi identitaria europea e la difficoltà di consolidamento delle istituzioni comunitarie trovò validi interlocutori in esponenti di spicco della riflessione storica internazionale come Soboul, Ruano, Aldea, Lutz. In accordo con una crescente esigenza degli storici e delle istituzioni europee, Saitta promosse l’idea dell’Istituto come luogo d’incontro per gli storici di tutta Europa, verso il “superamento dei pregiudizi nazionalistici che ancora ostacolano un’adeguata comprensione della Storia d’Europa e di promuovere l’integrazione delle storiografie dei diversi paesi europei” (Saitta, 1981). 

L'Associazione degli Storici Europei è stata analizzata dalla tesi dottorale di Alessandro Laruffa, discussa con successo nel giugno 2023. La digitalizzazione qui presentata è parte dell'output di ricerca.

Visualizza la mappa completa qui

Associazione degli Storici Europei - Blocco sovietico

L’assise di storiche e storici era consapevole della difficoltà nel rielaborare la storia d’Europa lontano da logiche nazionaliste o subordinazioni politiche, ma era altresì convinta della necessità di definire una metodologia funzionale a narrare una storia collettiva e non più una semplice sommatoria di singole culture nazionali. La nuova storia d’Europa avrebbe dovuto riflettere sullo spazio comune e la ricchezza delle differenze, ricostruire con un nuovo metodo scientifico il complesso percorso di formazione dell’identità europea, evidenziare le convergenze ma anche le contraddizioni ed i conflitti. Da qui la necessità di coinvolgere, oltre agli esponenti dei Paesi membri della Cee, gli storici del blocco sovietico, con l’intento di considerare il processo di formazione storica della società europea in una prospettiva di maggior respiro rispetto alla storiografia del periodo.

Questi contatti offrono nuove prospettive sulle interazioni tra Est e Ovest durante la Guerra Fredda negli anni Ottanta. Gran parte degli studi sulla Guerra Fredda si concentra sulla politica di alto livello e sulle relazioni internazionali tra attori statali, e uno dei presupposti fondamentali è che la Cortina di Ferro abbia creato una barriera insormontabile tra due blocchi rigidi. Spostando l’attenzione oltre la dinamica delle superpotenze, è possibile osservare altri livelli di interazione che, seppur diversi, svolsero un ruolo altrettanto importante nel plasmare la vita quotidiana degli individui durante la Guerra Fredda. L’aumentata accessibilità delle fonti archivistiche ha fornito agli studiosi una ricchezza di nuovi dati, in particolare sull’interazione tra direttive dall’alto e iniziative dal basso. Inoltre, ha permesso ai ricercatori di esplorare temi e livelli di analisi finora trascurati e di mettere in discussione presupposti consolidati sulla Guerra Fredda.

Oltre alla struttura bipolare, vari attori—compresi individui, istituzioni e stati—si impegnarono in interazioni multilivello. Questi attori, operando a livelli d’influenza inferiori rispetto alle grandi potenze, spesso cooperarono o si trovarono in contrasto con la leadership dei blocchi. Questo studio si allinea agli approcci contemporanei agli studi sulla Guerra Fredda che adottano cornici multi-scalari, andando oltre il focus esclusivo sulle relazioni internazionali e sulla diplomazia.

Questi contatti offrono nuove prospettive sulle interazioni tra Est e Ovest durante la Guerra Fredda negli anni Ottanta. Gran parte degli studi sulla Guerra Fredda si concentra sulla politica di alto livello e sulle relazioni internazionali tra attori statali, e uno dei presupposti fondamentali è che la Cortina di Ferro abbia creato una barriera insormontabile tra due blocchi rigidi. Spostando l’attenzione oltre la dinamica delle superpotenze, è possibile osservare altri livelli di interazione che, seppur diversi, svolsero un ruolo altrettanto importante nel plasmare la vita quotidiana degli individui durante la Guerra Fredda. 

Di seguito la mappatura delle storiche e degli storici coinvolti nell'Associazione, ordinati temporalmente in funzione della data di iscrizione: 

Mappatura membri appartenenti al blocco sovietico

Back to top